LA DELEGAZIONE SARDA OGGI AL FESTIVAL DELLE GENERAZIONI

12/10/2018



a Firenze va in scena una nuova edizione di una giornata

Anche la delegazione sarda oggi è presente alla nuova edizione del Festival delle Generazioni a Firenze, un'edizione speciale, dedicata ai Grandi Temi dell'attualità: Rappresentanza e Democrazia.

Oggi viviamo in una democrazia fragile, minata dal dispotismo antipolitico dei mercati, che si esercita al di fuori di ogni controllo pubblico. Anzi, determina le scelte politiche ingoiando governi, partiti, istituzioni. Sempre più spesso si rinuncia a difendere i diritti dei cittadini e soprattutto delle nuove generazioni, abbandonando così gli orizzonti del bene comune. In questa democrazia indebolita, che conserva ed esibisce le sue forme, ma perde il cuore e la meta, le associazioni di cittadini si stanno moltiplicando in tutto il mondo. L'Italia, nonostante la crisi di rappresentanza e la personalizzazione dei partiti politici, vede il fiorire di migliaia di associazioni, in particolare su fronti delicati e in pericolo come la scuola, l'ambiente, il patrimonio culturale.

L'obiettivo di questa edizione è quello di confrontarsi e analizzare i concetti di Rappresentanza e Democrazia nei loro diversi e multiformi aspetti.

Tanti i nomi illustri che caratterizzeranno la giornata di oggi:Vittorio Sgarbi, François Bourguignon, Giulio Sapelli, Valerio Onida e tanti altri nonchè Gioacchino Rossini, il compositore morto nel 1868 intervistato da Michele Mirabella in una "intervista impossibile".

La giornata è aperta da Gigi Bonfanti che con la sua relazione ribadisce che i pensionati saranno "il lievito della rinascita democratica di questo Paese e della voglia di far politica dei nostri giovani", all'evento è presente anche la Segreteria Generale CISL Anna Maria Furlan che viene intervistata da Antonio Polito: <il reddito di cittadinanza può essere un'opportunità, ma è un'illusione pensare di trasformare in due mesi centri per l'impiego dove oggi passa solo il 3% dell'occupazione>

A conclusione dal dibattito è emerso che la democrazia è quantomai viva, si fa sentire e vuole capire come cambiare per affrontare le nuove sfide.