NOI NON CI FERMEREMO!

02/06/2019



Alberto Farina commenta la grande Manifestazione del 1 giugno

Il primo giugno la Delegazione sarda della FNP CISL ha partecipato alla grande Manifestazione in piazza San Giovanni a Roma. Lo slogan è stato “dateci retta abbiamo 16 milioni di buoni motivi”. Tanti gli interventi sul tema, in particolare quello di Anna Maria Furlan e Gigi Bonfanti. La Segretaria Furlan nella sua Dichiarazione ha sottolineato che “i pensionati italiani meritano più rispetto e considerazione da questo governo ed in generale dalla classe politica. Sono persone che hanno dato tanto al nostro Paese in termini di lavoro, professionalità, innovazione, cultura, ma anche di sacrifici e di assistenza ai nostri figli e nipoti”. Più incisivo e senza peli sulla lingua Gigi Bonfanti non ha risparmiato nessuno affermando tre concetti fondamentali e chiedendo al Governo di intervenire: 1)sulle pensioni che sono un diritto sancito dalla Costituzione, sono reddito differito, frutto dei contributi versati durante la vita lavorativa. Non sono un regalo di nessuno. 2)Sulla sanità, infatti gli italiani vogliono una sanità che dia risposte a tutti e non dipenda dal certificato di nascita o di residenza. La salute è un diritto inalienabile. 3)con forza sull'emanazione di una legge nazionale sulla non autosufficienza da troppi anni chiusa nei cassetti del potere. Sulla stessa lunghezza d'onda ALBERTO Farina Segretario Generale della Fnp Cisl Sardegna che ha guidato la delegazione sarda composta da oltre 100 persone fra pensionati iscritti, rappresentanti dei lavoratori attivi e delle unioni. “La nostra regione, forse la più disagiata per raggiungere piazza San Giovanni, ha sopportato per l'ennesima volta un costo ed un sacrificio enorme per portare la sua delegazione a protestare contro questo Governo che non ha fatto niente per migliorare la condizione di vita di 16mln di persone anziane, che in Sardegna arrivano a quasi 400.000 individui. Ho letto vignette e commenti che ci accusavano di essere andati in gita a Roma. Beh, vi assicuro che per noi anziani sardi, che dobbiamo alzarci alle 3 o alle 4 del mattino per poter prendere un'aereo alle 6:15 rimanendo poi in piedi a manifestare per tutta la mattina, mangiare un boccone ed infine rientrare con l'aereo della sera, non è per niente una gita è invece un grosso sacrificio! Ma noi non ci fermeremo e continueremo a lottare per i nostri 400.000 anziani ed anche per il resto dei pensionati italiani!”