UFFICIO STUDI

Un nuovo progetto di ricerca per la CISL Sarda

Il compito del centro è stato nel tempo quello di fornire ai gruppi dirigenti della CISL, ma anche all'intera comunità regionale, stimoli utili a sostenere le ragioni dell'impegno sindacale curando l'aggiornamento, ma soprattutto cercando di interpretare i segni dei tempi della nostra Isola, prefigurando possibili scenari di crescita nei quali agire la missione dell'Organizzazione. Nel tempo il nostro centro studi è stato crocevia di relazioni importanti fra sindacato, studiosi, università sarde e istituzioni e nei momenti più delicati dell'esperienza dell'autonomia regionale ha offerto il proprio contributo per la crescita della società sarda diventando nel tempo palestra di importanti vocazioni sociali e politiche che in esso sono maturate. Un'esperienza insostituibile anche per la Sardegna di oggi alle prese con una lunga crisi che richiama alla propria responsabilità il sindacato e, per quanto ci riguarda, la Cisl, ad interpretare e farsi carico di una nuova fase di impegno sociale che trovi radici anche negli approfondimenti economici culturali e sociali del nostro tempo.

La FNP Sardegna ha dato vito ad un proprio Ufficio Studi nel 2013 con l'uscita del primo report sulle condizioni socio economiche sarde in occasione del Congresso regionale.

Nel tempo l'attività si è strutturata e intensificata a supporto di convegni, campagne di raccolta firme, campagne per la diffusione dell'accordo e, cosa più imposrtante, nell'elaborazione del Report statistico 2015 ed in quello 2017 realizzato di concerto con CISL Sardegna per il congresso Regionale.

L'occasione del percorso congressuale ci è sembrata opportuna per rilanciare l'impegno di questa fondamentale struttura sindacale che abbiamo pensato di arricchire attraverso la messa in comune di importanti sensibilità della nostra realtà associativa. Il valore e l'interesse di questo report va, a nostro parere, al di là delle dimensioni del campione statistico e della generalità degli indicatori scelti per indagare i vari aspetti che qualificano le condizioni di vita della popolazione, al contrario esso offre ai vari soggetti coinvolti un patrimonio di informazioni e di analisi di cui fare tesoro.

Un percorso che incrocia il costrutto della Confederazione regionale e quello della Federazione regionale dei pensionati che da qualche tempo hanno messo insieme le proprie forze per dar vita a una struttura moderna e capace di interpretare i segni di una Sardegna in cambiamento che richiede ai propri attori sociali la capacità di tradurre le esigenze dei propri rappresentati in politiche sociali e contrattuali. Non un luogo da intellettuali ma piuttosto una struttura “sindacale” utile ad accompagnare le esperienze categoriali e confederali dando sostegno all'azione contrattuale e di proposta nell'ambito delle diverse politiche di sviluppo economiche e sociali.

Un percorso che è cominciato con l'unificazione dei rispettivi referenti dell'Osservatorio Sociale in uno unico regionale, all'interno di un più ampio progetto di sinergizzazione delle migliori energie che gravitano sia all'interno che all'esterno dell'Organizzazione che dovrà essere messo in campo nei prossimi anni.

La Cisl e la F.N.P. sarda hanno pertanto assunto alcuni assi strategici di azione:

  • Costruire e analizzare il contesto attraverso i numeri sociali ed economici che descrivono il territorio per decidere quali siano le proposte di politica economica e fiscale più opportune (per la famiglia, per le persone anziane, per i disoccupati, ecc.), in relazione alla composizione sociale del territorio.

  • Rilanciare una capacità intervento che agisca non solo dal lato della rivendicazione dei servizi e della spesa sociale, ma anche da quello delle entrate. In altre parole con la riforma della fiscalità locale, del catasto ma anche con i processi che vengono in avanti sul versante delle privatizzazioni delle società municipalizzate, il sindacato dovrà rafforzare sempre di più l'attenzione anche sul versante delle entrate. Il processo di cambiamento in atto ci vede profondamente coinvolti e, per non restare dei semplici osservatori, sono necessarie competenze e conoscenze che ci consentano di leggere più puntualmente la realtà sociale ed economica del territorio. La maggiore manovrabilità sulle imposte locali amplia il nostro ambito di intervento non solo nel “gioco” minimo del “più o meno addizionali”, ma soprattutto su quali potranno essere i potenziali impieghi delle risorse tributarie;

  • Ripensare e ridisegnare il welfare secondo criteri, obiettivi, percorsi definiti e condivisi orientati, prioritariamente, all'inclusione sociale;

  • Riposizionare e rilanciare la contrattazione di prossimità:

    • La contrattazione sociale e territoriale dovrà tenere conto dei nuovi vincoli di programmazione, di contabilità e bilancio degli Enti Locali;

    • La diffusione della negoziazione del welfare aziendale e la necessità di sviluppare il welfare integrativo, anche su base territoriale e ispirata ai principi della mutualità;

  • Partecipare e contribuire al consolidamento dei sistemi di welfare locale, ampliando servizi e interventi da offrire/gestire direttamente con la nostra rete associativa e degli enti. Oggi è il territorio il luogo che tiene insieme gli interessi settoriali con quelli della rappresentanza dei giovani, degli anziani, delle donne, degli immigrati, del mondo del lavoro e di chi un lavoro non ce l'ha, perché lo cerca o lo ha perduto. La Cisl ha realizzato in questi anni profonde innovazioni organizzative per riqualificare, con grande flessibilità e dinamicità, la presenza nei territori. È proprio sul territorio, nell'incontro con le persone, con le loro istanze, con i loro bisogni, che si può concretamente allargare l'area della rappresentanza e riorganizzare nuove tutele.

La Sardegna di oggi, con oltre 400 mila persone in cerca di occupazione censite dai centri per l'impiego, con il sistema produttivo – a partire dal manifatturiero - in forte sofferenza e con pesanti criticità sul fronte degli indicatori sociali (povertà, dispersione scolastica, solitudine ed esclusione sociale, ecc), necessita di un nuovo progetto di sviluppo e del continuo adeguamento delle politiche e degli strumenti che dovranno offrire risposte alle necessità delle Comunità e dei singoli e la CISL di quest'Isola è chiamata ad un grosso compito di guida e di indirizzo, per concretizzare il nostro progetto collettivo.